Smog e inquinamento dell’aria a Salerno 2020

Con la nostra Direttrice Alessandra de Sio abbiamo partecipato ad un approfondimento promosso da Lira Tv per ciò che riguarda il consistente sforamento di polveri sottili registrato a Salerno da inizio anno (ben 6 su 11 giorni).

Concorrono al peggioramento della qualità dell’aria la mancanza di pioggia e l’aumento di sorgenti di inquinamento tipiche della stagione invernale durante la quale, ad esempio, l’utilizzo di automobili o il riscaldamento domestico aumentano a dismisura.
Come sempre il problema è a monte: è impensabile continuare ad immettere inquinanti in atmosfera sperando che la pioggia renda più sopportabile l’aria che respiriamo, scaricando, tra l’altro, nei corsi d’acqua, in mare e sulla terra ferma il particolato.

In Italia molte iniziative cominciano a fiorire ma il problema degli sforamenti viene ancora percepito, in primis dagli organi istituzionali, come un insieme di dati burocratici da “sistemare”: è in questo ragionamento che si innescano le cosiddette “soluzioni di tamponamento” volte a ridurre temporaneamente i valori di sforo.
Il problema dell’inquinamento ha un effetto negativo trasversale sulla vita umana e animale: la letteratura scientifica mette ormai in relazione strettissima con l’inquinamento patologie respiratorie, cardio circolatorie, oncologiche e finanche attinenti alla riproduzione. L’Agenzia Europea dell’Ambiente, nel suo Air Quality Report 2019 parla di 58.600 morti, solo in Italia, direttamente collegate al PM2,5.

Siamo insomma immersi in un problema davvero allarmante. Quel che occorrerebbe davvero è lavorare partendo dalle soluzioni e, soprattutto, da una proiezione del lungo periodo: non basta più operare a macchia di leopardo investendo, ad esempio, in parcheggi fuori porta collegati al centro con navette ma si deve ragionare in modo sistemico:

  1. pensando agli alberi come sistema organico della città e non come arredo potenzialmente “problematico” nei giorni ventosi. Occorre dunque alberare, investire in parchi e giardini urbani come in tutte le altre infrastrutture;
  2. pensando che la mobilità alternativa è un diritto funzionale alla vita della città stessa, Piste ciclabili, percorsi pedonali continuativi e sicuri sono vere autostrade sostenibili;
  3. svecchiando i mezzi pubblici e investendo realmente in quelli a emissioni basse e calandoli in un insieme di percorsi preferenziali che li rendano efficienti, puntuali e fruibili;
  4. incentivando stili di vita sostenibili capaci di mettere in moto circoli virtuosi.

In ballo ora ci sono i cambiamenti climatici ed è necessario che ciascuno faccia la sua vera parte per assicurare un futuro privo di quelle difficoltà delle quali stiamo intravedendo i profili.

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