Resoconto Treno Verde 2017 a Salerno

Anche quest’anno il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane ha attraversato lo stivale per raccontare l’economia circolare grazie alla mostra dedicata a bordo e distribuita lungo le sue quattro carrozze. Inoltre è stato effettuato il monitoraggio scientifico sull’inquinamento atmosferico, acustico, grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR e dello IUAV.

Il viaggio è partito da Catania Centrale il 24 febbraio ed è arrivato a Milano Porta Garibaldi il 30 marzo e ha permesso di sensibilizzare e informare le scuole e i visitatori sul tema dell’economia circolare, un sistema rivoluzionario rispetto all’attuale sistema economico che può interessare molti aspetti della nostra vita quotidiana. L’economia circolare infatti non prevede sprechi, promuove la condivisione dei beni, fonda i suoi principi sulla consapevolezza che le risorse del Pianeta non sono inesauribili, le parole chiave sono: “Riuso, riparazione e condivisione”. Durante le tappe sono state raccontate le migliori esperienze di riuso nate dal basso, le esperienze di sharing di prodotti e servizi e i valori aggiunti in termini ambientali, economici e sociali.

La tappa campana 9-10-11 marzo

La tappa campana del Treno Verde ha avuto a inizio Salerno il 19 marzo con il taglio del nastro, in presenza del Vice Sindaco Eva Avossa e dell’Assessore all’Ambiente e allo Sport Angelo Caramanno che ha dato ufficialmente avvio alla tre giorni salernitana.
Un’occasione importante che ha permesso a oltre 500 studenti di ogni ordine e grado di partecipare e visitare la mostra sull’economia circolare aperta alle scuola la mattina dalle 8:30 alle 14:00 e a tutti i cittadini di pomeriggio. (Scopri i contenuti delle 4 carrozze del Treno)

Molti sono stati gli eventi e le attività che hanno caratterizzato la tre giorni salernitana, che ha rappresentato un momento importante di confronto e riflessioni sui tema dell’economia circolare, solidale e della reciprocità, in cui si ha avuto l’occasione di ragionare anche sugli indirizzi da attuare attraverso una proposta di Legge Regionale sull’Economia Circolare in Campania.

I Campioni dell’economia circolare in Campania

Protagonisti degli eventi a bordo “I campioni dell’economia circolare”: rappresentanti delle realtà italiane che già hanno investito nel nuovo modello economico, che attraverso la loro esperienza hanno illustrato tutti i vantaggi economici, sociali e ambientali della loro scelta. Le storie e le buone pratiche dei campioni incontrati in ogni tappa verranno portate a Bruxelles, dove è in corso la discussione per l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare.

In Campania ad essere premiati sono state otto realtà e hanno ricevuto una medaglia realizzata con il tessuto innovativo The Breath, in grado di assorbire e disintegrare le molecole inquinanti.

I Campioni sono imprese che riciclano e restituiscono a nuova vita ciò che altrimenti finirebbe in discarica; realtà che trasformano gli scarti di lavorazione in materie prime da immettere nuovamente nel processo produttivo; aziende certificate biologiche; progetti di bioedilizia realizzati con piante spontanee; progetti con finalità sociali.

Come RICREA, Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi uno dei sei consorzi di filiera che compongono il Sistema CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), a cui aderiscono 272 aziende produttrici della materia prima e dei contenitori d’acciaio. RICREA assicura in Italia il riciclo degli imballaggi usati in acciaio quali barattoli, scatolette, tappi, fusti, secchielli, lattine e bombolette che, una volta utilizzati e avviati a raccolta differenziata, vengono separati da altri imballaggi di materiali diversi e poi inviati in acciaieria dove vengono fusi per tornare nuovo acciaio per produrre binari, parti di treni, tondo per cemento armato, chiodi, bulloni e tanto altro. L’acciaio infatti è un materiale riciclabile al 100% e all’infinito.

Tra le principali aziende campane operanti, invece, nella filiera della carta e del packaging c’è la Rete per il Packaging Sostenibile 100% Campania che gestisce, in maniera integrata e sostenibile, la raccolta delle materie prime secondarie necessarie alla produzione di packaging ed altri prodotti attuando il principio del riciclo di prossimità; riduce gli impatti ambientali, economici e sociali dell’intero ciclo di raccolta e trasformazione offrendo ai propri clienti, anche istituzionali, la possibilità di utilizzare il proprio stesso macero per produrre packaging o altri prodotti; predispone le attività di ricerca e sviluppo per nuovi tipi di materiali e processi necessari alla produzione del Packaging Sostenibile e per individuare nuovi impieghi per il riciclo del macero locale; elabora progetti di sostenibilità il cui obiettivo sia la riduzione progressiva, in termini di CO2 equivalente, dell’impatto ambientale delle aziende partecipanti e dei loro prodotti; Informa cittadini ed istituzioni dei benefici ambientali ed economici per il territorio di un ciclo di trasformazione locale per incentivare quantità e qualità della raccolta differenziata.

L’Azienda Agricola Palmieri Antonio “Tenuta Vannulo”, invece, ha conosciuto in questi anni una riconversione, all’inizio negli anni novanta dedita solo all’allevamento si è trasformata poi, nel 2000, in yogurteria bio. Nel 2007 è nata una pelletteria e nel 2015 la degustazione. L’azienda, certificata I.C.E.A., coltiva esclusivamente mangime per il suo ampio allevamento di circa 600 capi. Il cerchio si chiude con la riutilizzazione del liquame e letame zootecnico, proveniente dalle stalle, che stagionalmente vengono sparsi nei loro campi agricoli. L’azienda sta inoltre ampliando il pacchetto fotovoltaico con l’inserimento di nuovi pannelli per la produzione di energia, oltre a quelli già esistenti per la produzione di acqua calda per la stalla.

L’azienda Papa srl è in grado di realizzare la propria economia circolare trattando, con metodi innovativi ed efficienti, il rifiuto per poi costituire la materia prima per la produzione di lubrificanti industriali, mastici e collanti, resine, biodiesel di nuova generazione e materiali per usi energetici. Erreplast è uno dei principali produttori italiani di scaglie in PET da riciclo. L’impianto per il recupero delle materie è in grado di trattare oltre 20.000 tonnellate annue di contenitori in PET post-consumo.

L’altro campione premiato è la Erreplast che rappresenta oggi un’avanzata realtà industriale. Un sistema interamente automatizzato produce scaglie in PET di alta qualità mediante un processo di trattamento meccanico dei contenitori in plastica provenienti dalla raccolta differenziata.

L’azienda casertana Giga Design, costola della Gica Imballaggi srl, produce imballaggi industriali dal 2013, recupera lo scarto di legno naturale (abete) prodotto nella realizzazione degli imballaggi industriali per trasformarlo in arredi in pallet.

Naturalmente colore società spin-off del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno produce e commercia tonachini, marmorini e pitture per la bioedilizia mediante l’utilizzazione di basi naturali costituite da calci purissime, latte e uova, colorate esclusivamente con piante spontanee dell’area mediterranea e/o residui di coltivazione e lavorazione di produzioni agricole tipiche dello stesso territorio, opportunamente selezionati e processati.

A&C Ecotech azienda specializzata nel recupero e smaltimento di rifiuti tecnologici, autorizzata alla raccolta, allo stoccaggio ed al trasporto dei rifiuti speciali pericolosi e non. L’azienda è tra le promotrici del progetto “Re-Bit”, frutto di una collaborazione tra Università Parthenope, Legambiente Campania, Fondazione Mario Diana Onlus, Associazione Bidonville, l’azienda A&C Ecotech e con il patrocinio morale del Comune di Napoli. ll progetto Re-Bit si propone il recupero di computer ancora utilizzabili e altrimenti destinati allo smaltimento, per destinarli gratuitamente a progetti con finalità sociali. I computer idonei vengono dotati del software necessario, certificati da tecnici specializzati, e poi donati a scuole e biblioteche permettendo così di ridurre il numero di apparecchiature elettroniche portate in discarica, riducendone l’impatto ambientale, e offrendo la possibilità di una seconda vita al materiale informatico dismesso.

Legambiente ha inoltre premiato Maurizio Capone che ha dato vita a una band nata dall’idea del riciclo creativo, accompagnata dalla passione per la musica e per la natura. Una band non convenzionale, che con strumenti da creare e inventare, dà vita a suoni dal sound unico dove oggetti apparentemente privi di valore diventano strumenti musicali, la premiazione di Maurizio Capone ha dato vita a una propria jem session tra il pubblico presente utilizzando gli incredibili strumenti musicali creati e nati da vecchi oggetti, come lo “yozù” nato da un barattolo di yogurt da bere o la “scatulera” composto da una vaschetta di gelato, degli elastici e un pezzetto di legno.

Discussione sul futuro del biogas in Campania

Tra gli argomenti trattati, nella tappa salernitana si è discusso anche del futuro del biogas nella Regione Campania, attraverso un confronto con Vincenzo Belgiorno, Professore Ordinario Dipartimento di Ingegneria Università di Salerno e l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Fulvio Buonavitacola. L’evento è stato realizzato nell’ambito del progetto Isaac: Increasing Social Awareness and ACceptance of biogas and biomethane il cui obiettivo è quello di rimuovere le barriere non tecnologiche che rappresentano dei limiti alla diffusione del biogas in Italia. I limiti che il progetto cerca di affrontare e sui quali cerca di dare soluzioni per affrontarli sono di tipo sociale, normativo, economico. Per abbattere queste barriere il progetto si propone di migliorare la conoscenza dei benefici sociali, economici e ambientali associati alla produzione di biogas, aumentare l’accettazione nei confronti di impianti a biogas, soprattutto evitando la “sindrome NIMBY”(Not In My Back Yard), ridurre la frammentazione del sistema agricolo, promuovendo la cooperazione fra agricoltori ed altri potenziali fornitori degli impianti a biogas, armonizzare la legislazione italiana sul biogas, progettare e promuovere schemi finanziari mirati a sostenere gli impianti, migliorare la governance dei progetti di biogas da parte delle pubbliche amministrazioni locali.

I dati del monitoraggio ambientale a Salerno

Nei tre giorni sono stati rilevati anche le soglie di rumore e di smog presenti in città: le città sono il centro della sfida climatica in tutto il mondo, perché è nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni. Per questo è indispensabile ripartire dai centri urbani avviando ripensando al sistema della mobilità, facendo scelte innovative per farle uscire dall’immobilismo attuale in cui si trovano e affrontare i problemi legati all’inquinamento ambientale e alla vivibilità quotidiana. Leggi qui i dati

Novità di quest’anno è la misurazione dell’inquinamento indoor con l’analisi di alcuni inquinanti che determinano la buona o la cattiva qualità dell’aria in un ambiente chiuso, come a scuola, a casa, al lavoro. A Salerno il monitoraggio è stato eseguito nel Convitto Nazionale “Torquato Tasso”.

La tappa del treno verde è stata anche l’occasione per firmare l’accordo tra Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana  e il circolo di Legambiente Occhi Verdi per la rifunzionalizzazione degli spazi della stazione di Pontecagnano e la nascita della Green Station. Nella struttura nascerà un centro di innovazione sociale e culturale per promuovere il turismo sostenibile, il volontariato europeo e una nuova visione di mobilità, ma anche per proporre ai cittadini una nuova visione di mobilità, per promuovere le bellezze del territorio.

Le Green Station rappresentano un pezzo di economia civile che produce valori, come fiducia, capitale sociale, senso civico, solidarietà, assieme a valore economico e nuove opportunità, dal turismo, alla mobilità sostenibile rigenerando spazi non utilizzati”. L’esperienza di Pontecagnano si aggiunge ad altri progetti di Green Station in giro per l’Italia. Progetti che hanno l’obiettivo di rivalorizzare spazi all’interno delle stazioni e snodi ferroviari dismessi o sottoutilizzati, per trasformarli in luoghi di incontro e socialità, oltre che di poli di attrazione urbana, centri di servizio sociali, ambientali e di mobilità collettiva. Attualmente le Green Station realizzate in Italia, sono cinque e si trovano a Brenna Alzate (Lombardia), San Stino di Livenza (Veneto), Pescara centrale (Abruzzo), Potenza superiore (Basilicata) e Anzio (Lazio).

A chiudere la tappa salernitana un incontro pubblico di sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare in cui è stata realizzata un Asta SCEC. L’Asta SCEC ha lo scopo di dare una nuova vita agli oggetti usati che ormai non servono più e finirebbero in discarica favorendo lo scambio di beni di natura diversa e di valore diverso, SCEC è l’acronimo di Solidarietà ChE Cammina, è uno strumento di pagamento senza scopo di lucro, emesso da ArcipelagoScec in nome della collettività e con criteri trasparenti. Che viene utilizzato scambi commerciali in sostituzione di una parte del prezzo in euro, può essere utilizzato al 100% per l’acquisto e la vendita di beni usati. 1 scec corrisponde ad 1 euro.

La sfida per il futuro

Dagli stimoli del Treno Verde ci aspettano grandi sfide e scelte coraggiose a 20 anni dall’attuazione del decreto legislativo 22/97, il cosiddetto “Decreto Ronchi” sui rifiuti, che ha cambiato i modelli di gestione dei rifiuti e ha attuato una riforma organica e sistemica, oggi “le nuove direttive europee vanno verso un’economia circolare, per far rientrare i rifiuti nel sistema economico come materia prima seconda, creando nuovo sviluppo per le imprese e occupazione”. Questa è la sfida che abbiamo di fronte.

Su tale versante l’Italia ha già attività interessanti: ci sono 6mila imprese che si occupano di green economy, che considera i rifiuti come risorsa, con circa 155mila addetti e un fatturato annuo di circa 50 miliardi di euro e come abbiamo visto anche la Campania ha voglia di cambiare. Sono piccoli numeri, ma in crescita, per un miglioramento della nostra qualità di vita e la sostenibilità dell’ambiente in cui viviamo.

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