Resoconto Festa dell’Albero 2016

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Lunedì 21 novembre 2016 anche Salerno ha festeggiato la storica campagna di Legambiente della “Festa dell’Albero”, quest’anno abbiamo scelto uno spazio verde ma fortemente degradato in Via Bonaventura Rescigno di fronte al Centro Sociale di Pastena.

Il luogo attenzionato, per chi non lo conosce, è molto esteso e viene utilizzato da ragazzi del quartiere per svariate attività sportive ma anche da persone che, portando a passeggio il proprio cane, tralasciano l’utilizzo della paletta igienica. Nonostante il luogo sia residenziale e quindi frequentatissimo, ai suoi margini, quasi a delimitarne un confine non stabilito, giornalmente vengono sversati illegalmente rifiuti di varia tipologia. Tra le cose viste più incredibili, 5/6 mucche e due cavalli al pascolo provenienti da un terreno limitrofo privato non recintato.

Durante la mattinata di attività sono state davvero tante le segnalazioni ricevute che abbiamo provveduto a inoltrare alle autorità competenti, tra tutte i residenti lamentano una sostanziale mancanza di controllo dell’area.
La Festa dell’Albero è stata organizzata con la collaborazione dell’Associazione Hortus Magnus e del Museo del Suolo gestito dalla Fondazione Mida; hanno partecipato gli studenti della classe 1A, sez. beni culturali, del Liceo Scientifico Severi.
Grazie alla guida del nostro ortolano di città Mario Lambiase, i ragazzi hanno piantumato 10 alberelli tra mirto, alloro, ligustro, leccio e farnia donateci, come ogni anno, dalla forestale.

Questa iniziativa ha un impatto simbolico e reale sulla vita della città: gli alberi, infatti, apportano molti benefici all’ambiente urbano e ai suoi abitanti, perché migliorano la qualità dell’aria e riducono attivamente l’inquinamento atmosferico. Non solo, essi fungono da isolante acustico contro i rumori urbani che provocano stress (clacson, vociare, schiamazzi, automobili in transito, etc.); a ben vedere senza alberi sarebbe quasi impossibile vivere nelle nostre città ormai così tossiche e rumorose. Infine, cosa di primaria importanza, essi agiscono come regolatori del clima, aumentando l’umidità dell’ambiente, abbassando la temperatura in estate, contenendo le gelate in inverno, e agendo anche da scudo contro molti agenti atmosferici quali il vento, la pioggia, la neve e la luce solare.
Altra tappa importante della mattinata che ha incuriosito fortemente gli studenti è stato l’incontro con Antonio Coronato del Museo del Suolo di Pertosa, il primo in Europa e il secondo al mondo, che li ha condotti attraverso una visita figurativa alla scoperta di quello che succede sotto i nostri passi.

Agganciandosi a questo momento la nostra volontaria Sara ha potuto spiegare la campagna europea di People4Soil, #salvailsuolo, iniziativa per dare “un diritto al suolo”.
Se infatti esistono degli accordi che riguardano l’aria e l’acqua, non ne esistono per il suolo. C’è un vero e proprio buco nella normativa nazionale e internazionale su questo argomento, i perché sono vari ma uno dei motivi principali va ricercato nella nozione di suolo come proprietà privata e come delimitazione dei confini nazionali.
C’è bisogno di un’iniziativa dal respiro europeo che parta dal basso e che scardini questi concetti radicati e obsoleti. Si devono rimettere sul tavolo delle discussioni questioni come la cementificazione selvaggia, gli interessi speculativi, i dissesti idrogeologici e i seri danni che la contaminazione del suolo causa all’agricoltura.
La campagna People4Soil deve raggiungere un milione di firme perché le proposte in essa contenute vengano prese in considerazione.
Sono 4 i grandi pilastri su cui ruota l’iniziativa: cibo, natura, salute, futuro. Raccontare il suolo attraverso un punto di vista personale  (il cibo che si mangia, la necessità di una buona salute, il contesto in cui si vive e il suo futuro in pericolo) si capisce che “suolo” è una parola strettamente legata al nostro benessere a 360 gradi.

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